La Mentoplastica Additiva è la procedura chirurgica atta a migliorare le dimensioni e la sporgenza del mento sfuggente, al fine di donare al volto un aspetto più armonioso nel suo complesso.

Per aumentare il volume del mento è previsto l’ausilio di specifiche protesi che, posizionate davanti all’osso mandibolare, offrono un risultato permanente e duraturo nel tempo.

L'intervento

La procedura si effettua in day surgery in anestesia locale con sedazione all’occorrenza.

Per dare la giusta forma al mento, attraverso un’incisione, viene inserita e modellata un’apposita protesi alloplastica seguendo due diverse tecniche in base alle caratteristiche del paziente e alla gravità della dismorfia: quella submentale, con un’incisione circa 5 mm sotto la piega naturale presente sotto il mento, e quella intra-orale, soluzione più invasiva, sotto l’inserzione gengivale per una lunghezza che va all’incirca da canino a canino.

Decorso Post Operatorio

Il paziente presenterà, all’occasione, lividi e gonfiore che svaniranno nei primi giorni a seguire e circa nell’arco delle prime due settimane. Eventuali punti residui verranno eliminati in sede di visita al primo controllo 7 giorni dopo l’intervento.

Sarà possibile tornare alla vita quotidiana dopo una settimana, ma si suggerisce comunque di attendere almeno 20 giorni per riprendere l’attività sportiva.

È una procedura normalmente ben tollerata in termini di dolore, tuttavia al caso sarà possibile alleviare i probabili fastidi con comuni antidolorifici.

I Timori delle Pazienti

Come per ogni procedura chirurgica, è possibile che il paziente sia soggetto a delle complicanze, tutte di norma risolvibile con un ritocco chirurgico o con una terapia antibiotica e/o infiammatoria.

I principali timori di chi si sottopone a questa procedura è lo spostamento della protesi, lo sviluppo di una certa asimmetria o una contrattura capsulare. Nonostante il basso tasso di probabilità, soprattutto se si rispettano per tempo tutte le dovute precauzioni e indicazioni mediche, queste complicanze saranno risolvibili chirurgicamente con un secondo intervento.