La Mioplastica del polpaccio permette di aumentare il volume del tricipite surale, ovvero il polpaccio, attraverso l’impianto di protesi in silicone al fine di migliorare il profilo delle gambe e quindi offrire un equilibrio armonico con le dimensioni delle ginocchia e delle caviglie. Questo intervento è particolarmente indicato per chi presenta un polpaccio poco sviluppato, in genere per motivi costituzionali o più raramente a causa di malattie neuro-muscolari o esiti traumatici, e che convive con un forte complesso che lo condiziona nella vita quotidiana e sociale. La mioplastica del polpaccio è talvolta indicata per chi presenta un leggero varismo delle ginocchia e, quindi, una problematica che rende le gambe a cavallerizzo, più comunemente dette “storte” o “a tarallo”.

Prima e Dopo

L'intervento

La procedura si effettua in day surgery e non è previsto né un ricovero preparatorio né successivo all’operazione.

L’intervento - della durata di circa un’ora - viene eseguito in anestesia locale con sedazione ed è focalizzato all’inserimento di protesi nella sacca sotto-fasciale del muscolo tricipite attraverso un’incisione di circa 4 cm, generalmente nella parte posteriore del ginocchio, in prossimità della piega naturale della pelle. Questo accorgimento garantirà al paziente una cicatrice meno visibile una volta concluso il percorso di guarigione.

Decorso Post Operatorio

Il decorso post operatorio è generalmente ben tollerato, talvolta, in caso di fastidi come tensione alle gambe o bruciore, è possibile alleviare la problematica con comuni antidolorifici. Seppur molti pazienti, in particolare donne, si sentano in grado di riprendere la vita quotidiana sin da subito, è sempre consigliato, per prudenza, concedersi un periodo di riposo di almeno una settimana. Inoltre, il paziente, al termine dell’operazione, dovrà indossare, per circa un mese una calza elastica per la stabilizzazione delle protesi all’interno della propria tasca.

Si consiglia di aspettare almeno due mesi dall’intervento prima della ripresa dell’attività fisica.

I Timori delle Pazienti

Come in ogni intervento chirurgico, anche in questo caso, c’è da considerare la possibilità di andare incontro a delle complicanze o fastidi. Per questa ragione è sempre fondamentale rispettare la terapia prescritta. Non sono previste altre complicanze particolari, eccetto fastidi esclusivamente transitori come stanchezza alle caviglie, ipersensibilità o, in casi particolarmente rari, la formazione di nevralgie. Il rippling, ovvero la formazione di una rugosità superficiale, è una complicanza molto rara grazie allo spessore e alla compattezza della pelle e della fascia che ricoprono la protesi; qualora dovesse verificarsi, sarà comunque di entità modesta e non darà alcun genere di problema di tipo funzionale, né alcun fastidio.

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