Chirurgia Estetica

Il salotto del Dottor Delfino: Otoplastica Roma

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Otoplastica Roma

L’otoplastica Roma – Dopo tanto tempo, torna la rubrica “il salotto del Dottor Delfino”. il nostro amico Andrea porrà una domanda molto importante al nostro Dottore. Leggiamo attentamente:

Buonasera Dottor Delfino,Ho deciso dopo tanto tempo di sottopormi ad un intervento di otoplastica. Però leggendo i vari forum e discussioni mi sono venuti dei dubbi sia sul risultato sia sulle diverse modalità d’intervento post operatorio.Se si taglia la cartilagine e se si asporta un pezzo, come è possibile che si presenti un caso di recidiva? Poi credo sia giusto tenere la fascia, ma la vera tempistica quale è? Perchè mi sembra strano delegare il risultato dell’intervento ad una benda…cioè sicuramente di notte è fondamentale, ma di giorno se non si subiscono urti tutto ciò compromette il risultato? Mentre il gonfiore quanto dura in media? Ringrazio anticipatamente la sua risposta dottore e le faccio anticipatamente i complimenti per la sua professionalità.

Cordialmente

Gentile Andrea, in effetti la fascia serve per due ragioni: per esercitare una moderata compressione per ridurre la fuoriuscita di sangue e per consentire ai tessuti dell’orecchio di cicatrizzarsi nella nuova posizione modellata dal chirurgo in modo che questa diventi permanente. Ovviamente questo è tanto più importante in base al tipo di tecnica utilizzata per ottenere il risultato desiderato. Infatti esistono alcune tecniche che prevedono il rimodellamento cartilagineo mediante incisioni e asportazioni del tessuto e in questo il rischio di recidivo è praticamente nullo e la funzione della fascia meno importante. Ma ci sono altre tecniche in cui il raggiungimento del risultato è legato alla tenuta di alcuni punti di sutura interni che se dovessero cedere renderebbero vano l’intervento. In questi casi l’uso della fascia per stabilizzare il risultato è più importante e il rischio di recidiva a distanza, maggiore.

Personalmente eseguo le tecniche in cui la cartilagine viene incisa e asportata e quindi faccio tenere la fascia ai pazienti per un periodo di massimo 2 settimane di cui la prima per tutto il giorno la seconda solo di notte.

Cordiali saluti

Dottor Sergio Delfino
Specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica
STUDIO DI CHIRURGIA ESTETICA
ROMA – NAPOLI – ISCHIA

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L’OTOPLASTICA

  • otoplastica

Otoplastica

L’otoplastica è un intervento che serve a correggere la forma e la posizione delle orecchie nei soggetti che, per motivi costituzionali o a causa di fattori ambientali, abbiano un’alterazione del normale aspetto del padiglione auricolare. È un intervento che in mani esperte dà risultati efficaci e permanenti e non lascia cicatrici visibili.

Tutti i pazienti che ritengano le loro orecchie non soddisfacenti dal punto di vista estetico possono essere sottoposti all’intervento di otoplastica. Esistono infatti varie tecniche per correggere praticamente qualunque tipo e grado di anomalia presente. Le più frequenti sono ovviamente quelle che fanno sporgere troppo le orecchie rispetto al capo e quindi le rendono più evidenti.

Ma ci sono anche molti altri difetti che possono essere trattati, ad esempio un padiglione troppo grande, lobi auricolari ipertrofici o fissurati, orecchio a punta, a cornetta di telefono e cosi via. Esiste inoltre anche la possibilità, in casi più rari, di ricostruire completamente il padiglione auricolare prelevando del tessuto dalla cartilagine della gabbia toracica.

In genere questo tipo di intervento è richiesto da pazienti in giovane età, ma non è inconsueto trovare casi di persone che si sottopongono all’otoplastica anche dopo i 40 anni e magari realizzano un sogno che desideravano da anni.

Per i soggetti minorenni è opportuno per i genitori acconsentire all’esecuzione dell’intervento solo nel caso in cui la presenza della deformità costituisca un motivo di complesso e di emarginazione sociale e/o scolastica.

Per l’idoneità all’intervento è richiesto un buono stato di salute generale e l’assenza di alterazioni significative degli esami pre-operatori che si eseguono di routine in questi casi.

L’otoplastica può essere eseguita in anestesia locale, tuttavia per i soggetti più piccoli, che potrebbero essere scarsamente collaboranti, è prevista una leggera sedazione eseguita da un medico anestesista. Dura circa 90 minuti e prevede la dimissione a domicilio in giornata.L’otoplastica può essere eseguita in anestesia locale, tuttavia per i soggetti più piccoli, che potrebbero essere scarsamente collaboranti, è prevista una leggera sedazione eseguita da un medico anestesista. Dura circa 90 minuti e prevede la dimissione a domicilio in giornata. L’otoplastica è un intervento, che se eseguito a regola d’arte, dà dei risultati particolarmente brillanti perché la cicatrice che resta è talmente sottile e nascosta da essere praticamente invisibile e l’effetto estetico correttivo è molto naturale e permanente. Anche se negli ultimi anni sono venute alla ribalta alcune nuove tecniche che promettono ottimi risultati grazie all’utilizzo di nuove tecnologie tipo il Laser o grazie a metodiche mini-invasive, la tecnica di otoplastica tradizionale, con l’indebolimento e il rimodellamento diretto della cartilagine del padiglione auricolare, resta ancora oggi una metodica insuperata in quanto a sicurezza ed efficacia.

Dottor Sergio Delfino
Specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica
STUDIO DI CHIRURGIA ESTETICA
ROMA – NAPOLI – ISCHIA

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CONTRATTURA CAPSULARE NELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

  • contrattura

CONTRATTURA CAPSULARE

Contrattura Capsulare – Questa settimana una signora ha posto la seguente domanda al dottor Delfino:

“Salve sono una donna di 33 anni ho fatto una mastoplastica additiva nel 2011 con protesi anatomiche allergan 310fx. Il risultato è stato da subito di mio gradimento, unico problemino: un po’ la durezza del seno e da subito a sinistra sentivo una piega nn visibile se non al tatto.

Nel 2013 sono diventata mamma e il mio chirurgo mi ha sempre detto di allattare tranquillamente ma dopo 5 mesi circa il seno destro si è gonfiato a dismisura per probabile mastite. A quel punto mi sono preoccupata e ho preso augmentin e dietro consiglio del chirurgo che mi rincuorava, ho continuato ad allattare il seno.

Dopo 14 mesi ho deciso di smettere per poter prendere accoleit e augmentin ma il seno destro ormai era compromesso. Ho anche effettuato nel 2015 una risonanza magnetica dove si evince una contrattura con possibile rottura capsulare. Ad oggi non mi sono ancora sottoposta a nuovo intervento per paura e per impegni familiari.

Il mio seno destro oggi è una pietra e da poco tempo incomincia a far male anche solo sfiorandolo e ho dei rigonfiamenti nella parte superiore dove appunto sento il dolore.

Vorrei affidarmi ad un chirurgo che mi tratti come una persona e non un numero che si ricordi il mio nome. Un chirurgo che prenda il mio caso in maniera scrupolosa e che mi dica la verità. Un chirurgo che sia onesto in tutto, anche nel compenso, e poi le chiedo: cosa rischio continuando a rimandare l’intervento? e cosa accadrebbe se avessi una nuova gravidanza?”

Dottor Delfino:

“Gentile signora,
il mio consiglio è quello di rimuovere al più presto l’impianto di cui si sospetta la rottura. Se in futuro dovesse avere una nuova gravidanza non è detto che si verifichi la stessa problematica, anche se ovviamente in un caso come il suo io suggerirei di valutare l’eventualità di allattamento artificiale.
Per quanto riguarda la scelta del chirurgo, le consiglio di selezionare in base alla sua provenienza geografica un piccolo nucleo di professionisti da cui recarsi per una visita preliminare. In quell’occasione potrà valutare chi le ispira più fiducia e umanità e rivolgersi poi a lui per l’intervento.
Cordiali saluti”

Dottor Sergio Delfino
Specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica
STUDIO DI CHIRURGIA ESTETICA
ROMA – NAPOLI – ISCHIA

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DECORSO POST OPERATORIA E MASTOPLASTICA ADDITIVA

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MASTOPLASTICA E DECORSO POST-OPERATORIO

DECORSO POST-OPERATORIO – Nelle due settimane seguenti la paziente viene medicata almeno due volte, poi sono previsti altri controlli mensili fino al compimento di un anno.

È importante osservare riposo assoluto per i primi due giorni per ridurre il rischio di sanguinamento. La convalescenza complessiva dura in genere 7-10 giorni dopo i quali la maggior parte delle pazienti riprende gradualmente le normali attività quotidiane, lavoro compreso. Per le attività sportive o quelle che richiedono sforzi fisici maggiori è necessario aspettare almeno un mese.

Le cicatrici che residuano sono sottili e ben nascoste e dopo alcuni mesi sono quasi impercettibili. Il gonfiore e i lividi post-operatori sono modesti e si riducono sostanzialmente nel giro di una o due settimane. Per una guarigione più rapida è meglio evitare di fumare, alimentarsi regolarmente, indossare sempre il reggiseno post-operatorio e seguire le indicazioni del medico.

Le complicazioni della mastoplastica additiva sono per fortuna molto rare e tutte eventualmente trattabili con ulteriori interventi medici o chirurgici. La più frequente è il sanguinamento con la formazione di una massa di coaguli all’interno della tasca dove viene inserita la protesi.

Questo inconveniente in genere compare nei primi giorni dopo l’intervento e richiede una pronta revisione chirurgica con la rimozione dell’ematoma. Altre complicanze sono l’infezione della protesi, la formazione ripetuta di siero (sieroma), l’indurimento della capsula formata dall’organismo intorno all’impianto (contrattura capsulare), la rottura della protesi (molto rara) e la dislocazione della protesi con comparsa di asimmetrie.

Tutte queste complicanze sono comunque molto rare e non compromettono la salute della paziente né la buona riuscita finale dell’intervento.

Non possono eseguire questo intervento le pazienti che non hanno raggiunto la maggiore età, salvo casi particolari, le donne in stato di gravidanza o durante l’allattamento, e le pazienti affette da gravi patologie croniche.

La mastoplastica additiva è un intervento rapido e sicuro che consente alle pazienti che presentino una corretta indicazione di raggiungere un rimodellamento e un ingrandimento del seno incredibilmente naturale e duraturo. Un risultato dimostrato da milioni di pazienti che si sono già sottoposte a questo trattamento e che grazie ad esso si sentono finalmente sicure di sé ed hanno cambiato la loro vita.

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IL DECORSO POST-OPERATORIO NELLA MIOPLASTICA

MIOPLASTICA E DECORSO POST-OPERATORIO

Mioplastica – Al termine dell’operazione il chirurgo sutura le incisioni con dei punti interni autoriassorbenti e medica le ferite con una crema antibiotica. Per ridurre il rischio di sanguinamento e le ecchimosi il paziente indosserà delle calze elastiche a compressione graduata per qualche settimana.

Nei successivi 15 giorni è necessario eseguire almeno un paio di medicazioni, altri controlli mensili sono poi previsti fino al compimento di un anno.

Il recupero è abbastanza rapido, in genere nel giro di 7-10 giorni la maggior parte di pazienti riprende le normali attività quotidiane, lavoro compreso. Per le attività sportive o quelle che richiedono sforzi fisici particolari è opportuno attendere circa un mese.

Le cicatrici che residuano sono sottili e ben nascoste e dopo un congruo numero di mesi diventano praticamente invisibili. Il gonfiore e i lividi post- operatori sono molto modesti e tendono a risolversi completamente nel giro di una o due settimane. Per accelerare la guarigione il paziente deve assolutamente evitare di fumare, alimentarsi regolarmente, indossare sempre le calze compressive e seguire alla lettera tutti i consigli del chirurgo.

Non possono eseguire questo intervento i minorenni, le donne in stato di gravidanza, i pazienti affetti da patologie neuromuscolari progressive e quelli affetti da gravi turbe psichiche o disturbi di personalità.

La mioplastica dei polpacci è un intervento rapido e sicuro che consente ai pazienti che presentino una corretta indicazione di raggiungere un rimodellamento della gamba incredibilmente naturale e soprattutto definitivo. Un risultato dimostrato dalle decine di pazienti che si sono già sottoposti a questo trattamento e che grazie ad esso si sentono finalmente sicuri di sé ed hanno cambiato vita.

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LA VISITA PREOPERATORIA NELLA MASTOPLASTICA

  • la visita preoperatoria

VISITA PREPORATORIA E INTERVENTO DI MASTOPLASTICA

Durante la visita preoperatoria il chirurgo effettua delle foto della paziente e, per escludere la presenza di eventuali controindicazioni, esegue un esame clinico completo e prescrive alcune analisi pre-operatorie di routine.
 L’operazione si svolge in una sala operatoria adeguatamente attrezzata, con l’assistenza di un medico anestesista, dura circa un’ora e può essere eseguita in anestesia locale con sedazione. In questo modo le pazienti possono essere dimesse dopo un breve periodo di osservazione e tornare a casa anche nello stesso giorno.

L’intervento inizia con un’incisione di qualche centimetro su una delle possibili vie di accesso utilizzabili: il solco mammario, il bordo areolare o il cavo ascellare. Attraverso quest’ultima il chirurgo accede ai piani profondi e allestisce una tasca all’interno della quale inserisce l’impianto mammario prescelto.

In genere la maggior parte dei chirurghi preferisce inserire la protesi in una loggia sottomuscolare, secondo la tecnica “dual plane”, descritta da John Tebbets, un chirurgo americano, nel 2001. In alcuni casi selezionati è possibile inserire l’impianto anche in sede retroghiandolare. Alcuni chirurghi a fine intervento utilizzano dei tubi di drenaggio da posizionare all’interno della tasca mammaria e da rimuovere dopo qualche giorno.

Molti aspetti legati a questo intervento, come ad esempio la sede dell’impianto, l’uso dei drenaggi, la via d’accesso, l’utilizzo di protesi a superficie ruvida o liscia, sono decisioni non universalmente condivise da tutti i chirurghi e non esistono al momento studi scientifici che abbiano convalidato una scelta piuttosto che un’altra. Poiché i vantaggi di alcune tecniche sono comunque compensati da altri svantaggi, ciascun chirurgo, su questi punti, compie delle scelte professionali basate anche su esperienze e convinzioni personali, sempre considerando le indicazioni più opportune per ciascuna paziente.

Al termine dell’operazione il chirurgo sutura le incisioni con dei punti interni apposti a strati, che si riassorbono da soli. Infine, dopo la medicazione delle ferite, fa indossare il reggiseno e applica delle fasciature compressive.

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AUMENTO DEI POLPACCI

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Aumento dei Polpacci con Protesi

L’aumento dei polpacci, noto anche come  mioplastica dei polpacci serve a rimodellare la muscolatura delle gambe nei soggetti che abbiano un polpaccio poco definito o un leggero varismo delle gambe. Possono fare questo intervento tutti i pazienti in buona salute che desiderano migliorare il profilo degli arti inferiori. L’operazione è breve e indolore e al termine della procedura la gamba risulterà della forma e del volume desiderati con un profilo elegante e naturale.

L’intervento di aumento dei polpacci con protesi è indicato principalmente in due situazioni: nei pazienti che per motivi congeniti o post-traumatici abbiano un polpaccio poco sviluppato e quindi una gamba troppo sottile rispetto alla coscia e al ginocchio e in quei soggetti, in genere di sesso femminile, ma non sempre, che abbiano un certo grado di varismo delle gambe (le cosiddette gambe da cavallerizzo o a tarallo).

Chi desidera sottoporsi a questo intervento deve godere di buona salute e sottoporsi ad alcuni esami pre-operatori di routine per escludere eventuali controindicazioni.
L’operazione dura circa un’ora e in genere viene eseguita in anestesia locale. In questo modo i pazienti possono essere dimessi dopo un breve periodo di osservazione e tornare a casa.

Per eseguire l’intervento il chirurgo effettua un’incisione di qualche centimetro nella regione posteriore del ginocchio. Attraverso questo accesso provvede ad allestire una tasca sotto le fasce che avvolgono i muscoli della gamba e vi posiziona una protesi di silicone della forma e del volume più adatti, opportunamente scelta in base alle misure dell’altezza e del diametro degli arti inferiori del paziente. In alcuni casi è possibile anche associare all’introduzione dell’impianto un rimodellamento del tessuto adiposo mediante liposcultura o lipofilling.

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Quale è l’intervento di chirurgia estetica più diffuso?

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 Mastoplastica Additiva: l’intervento più diffuso della chirurgia estetica.

La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica più diffuso al mondo. Il suo scopo è l’aumento del volume mammario nelle donne che abbiano un seno poco sviluppato o svuotato. Per potersi sottoporre a questa operazione occorre godere di buona salute e non essere in gravidanza. L’operazione dura circa un’ora ed è possibile eseguirla in anestesia locale con sedazione. Alla fine della procedura il seno risulterà della grandezza desiderata, elegante e naturale.

Nella maggior parte dei casi per aumentare il volume del seno vengono utilizzate delle protesi speciali fatte di gel di silicone, un biomateriale molto ben tollerato dal nostro organismo che possiede le caratteristiche di morbidezza ed elasticità che lo rendono ideale per somigliare alla consistenza del seno naturale. Le protesi vengono inserite dal chirurgo in una tasca creata tra il torace e la mammella. Questo intervento è indicato principalmente nelle pazienti che per cause costituzionali abbiano delle mammelle poco sviluppate, oppure in quelle donne che, in seguito all’allattamento o ad una perdita di peso, si ritrovino con un seno svuotato.

Il primo passo da compiere per sottoporsi a questo intervento è una visita preliminare con il chirurgo per valutare alcuni fattori fondamentali ai fini di una perfetta riuscita dell’operazione: spessore ed elasticità cutanea, posizione del solco mammario e del capezzolo, simmetria delle mammelle, dimensioni del torace e dei fianchi, peso ed altezza corporei. In seguito, anche tenendo conto dei desideri della paziente, il chirurgo sceglie il tipo di impianto più adatto in termini di forma e volume. In molti casi è possibile provare con degli appositi modelli di simulazione, l’effetto del volume mammario davanti ad uno specchio. Questo è molto importante per migliorare la reciproca comunicazione ed evitare insoddisfazioni legate alla scelta di un volume non appropriato.

Attualmente esistono due tipi principali di protesi mammarie: quelle a goccia e quelle semisferiche. La scelta fra i due tipi è legata ad alcuni fattori che vengono valutati dal chirurgo, primo fra tutti la distanza tra il solco mammario e il complesso areola-capezzolo. Ma anche il volume finale dell’impianto prescelto, la presenza di eventuale ptosi, l’elasticità cutanea ed altri parametri.

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La Blefaroplastica

  • la blefaroplastica

La BLEFAROPLASTICA

La Blefaroplastica è un intervento chirurgico delle palpebre che ha come obiettivo finale la correzione degli inestetismi presenti in questa parte molto delicata, quanto importante dal punto di vista estetico. Un altro beneficio che regala questo intervento è il ripristino della funzionalità compromessa. Le palpebre, infatti, si possono compromettere per vari motivi: problemi ereditari, invecchiamento, traumi o malattie. In questo articolo andremmo a vedere come viene effettuato l’intervento e in cosa consiste la visita di check up e il decorso post operatorio.

 

VISITA PRE-OPERATORIA

Un’accurata visita specialistica è obbligatoria per valutare le condizioni fisiche della paziente, l’effettiva entità dell’inestetismo che si vuole curare e la tecnica d’intervento da adottare.

L’INTERVENTO

Blefaroplastica superiore:

La cicatrice derivante dall’incisione si nasconderà tra la piega della palpebra.

In questo intervento è incisa la piega della palpebra superiore. In seguito all’incisione, il chirurgo asporterà la pelle e le borse di grasso in eccesso.

Blefaroplastica inferiore:

Discorso diverso, invece, per la palpebra inferiore: si effettua un’incisione dall’interno e vengono eliminati gli accumuli di grasso senza che la pelle venga asportata. Questo permette di scongiurare la cicatrice esterna. Se si devono eliminare pelle e grasso in eccesso, la cicatrice  comparirà sotto le ciglia inferiori.

DECORSO POST-OPERATORIO

I dolori conseguenti dalla blefaroplastica variano da paziente a paziente, ma in ogni caso possono presentarsi in forma minima e possono presentarsi sotto forma di: gonfiore, arrossamento o lacrimazione. Il tutto si presenterà solo per pochi giorni e in forma lieve. E’ cosnigliato l’utilizzo di occhiali da sole per fronteggiare questi piccoli dolori post-operatori.

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Ginecomastia Roma

  • ginecomastia roma

Ginecomastia Roma

Ginecomastia Roma – La ginecomastia è un comune disturbo del sistema endocrino in cui vi è un aumento delle dimensioni del tessuto mammario maschile. Gli adolescenti hanno qualche sviluppo del seno durante la pubertà. I neonati maschi e gli adolescenti sperimentano spesso una ginecomastia temporanea, rispettivamente a causa della influenza degli ormoni materni e cambiamenti ormonali durante la pubertà. Lo sviluppo della ginecomastia è di solito associata con cambiamenti puberali benigni; nei ragazzi adolescenti, la condizione è spesso fonte di disagio psicologico. Tuttavia, il 75% dei casi di ginecomastia puberale si possono risolvere entro due anni dalla comparsa senza trattamento. Disturbi del sistema endocrino che portano ad un aumento del rapporto di estrogeni / androgeni sono ritenuti responsabili per lo sviluppo di ginecomastia . Ciò può verificarsi anche se i livelli di estrogeni e androgeni sono entrambi appropriati, ma il rapporto è alterato. La malattia è di solito diagnosticata da un medico dopo una storia dettagliata e dopo un esame fisico.

L’INTERVENTO

L’intervento chirurgico è di breve durata, ed è svolto in anestesia locale. Il chirurgo pratica una piccola incisione sottile, grazie all’utilizzo di laser ed asporta il disco della ghiandola mammaria insieme al tessuto adiposo in eccesso. L’intervento si svolge in “day hospital”. La correzione della ginecomastia falsa avviene con una procedura molto simile ad una mini liposuzione. Il chirurgo pratica una breve incisione a lato della mammella, in un punto poco visibile. Una volta effettuata l’incisione, aspira l’adipe in eccesso con una cannula. Portata a conclusione la fase di aspirazione, si applica un punto di sutura ed un bendaggio compressivo che permette di non avere un edema importante. Leggermente diversa è la procedura chirurgica per la correzione della ginecomastia vera.

Questo intervento avviene eliminando gli eccessi ghiandolari. Il chirurgo esegue un’incisione lungo il perimetro areolare. Questa procedura permette di ottenere una cicatrice impercettibile. Una volta asportata la ghiandola, l’intervento termina con la sutura estetica e il bendaggio.

Entrambe le procedure hanno una durata di circa 30 minuti e sono risolutive.

DECORSO POST-OPERATORIO

Nella ginecomastia vera, la cicatrice segue perfettamente ed in maniera lineare il bordo dell’areola. Poiché la sua posizione segue in maniera anatomica l’areola, la cicatrice risulterà poco visibile sin da subito.

Nella ginecomastia falsa, la cicatrice è lunga solo qualche millimetro. Anche in questo tipo di intervento, la cicatrice risulterà essere poco visibile sin dai primi giorni post-operatori

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