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LA VISITA PREOPERATORIA NELLA MASTOPLASTICA

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VISITA PREPORATORIA E INTERVENTO DI MASTOPLASTICA

Durante la visita preoperatoria il chirurgo effettua delle foto della paziente e, per escludere la presenza di eventuali controindicazioni, esegue un esame clinico completo e prescrive alcune analisi pre-operatorie di routine.
 L’operazione si svolge in una sala operatoria adeguatamente attrezzata, con l’assistenza di un medico anestesista, dura circa un’ora e può essere eseguita in anestesia locale con sedazione. In questo modo le pazienti possono essere dimesse dopo un breve periodo di osservazione e tornare a casa anche nello stesso giorno.

L’intervento inizia con un’incisione di qualche centimetro su una delle possibili vie di accesso utilizzabili: il solco mammario, il bordo areolare o il cavo ascellare. Attraverso quest’ultima il chirurgo accede ai piani profondi e allestisce una tasca all’interno della quale inserisce l’impianto mammario prescelto.

In genere la maggior parte dei chirurghi preferisce inserire la protesi in una loggia sottomuscolare, secondo la tecnica “dual plane”, descritta da John Tebbets, un chirurgo americano, nel 2001. In alcuni casi selezionati è possibile inserire l’impianto anche in sede retroghiandolare. Alcuni chirurghi a fine intervento utilizzano dei tubi di drenaggio da posizionare all’interno della tasca mammaria e da rimuovere dopo qualche giorno.

Molti aspetti legati a questo intervento, come ad esempio la sede dell’impianto, l’uso dei drenaggi, la via d’accesso, l’utilizzo di protesi a superficie ruvida o liscia, sono decisioni non universalmente condivise da tutti i chirurghi e non esistono al momento studi scientifici che abbiano convalidato una scelta piuttosto che un’altra. Poiché i vantaggi di alcune tecniche sono comunque compensati da altri svantaggi, ciascun chirurgo, su questi punti, compie delle scelte professionali basate anche su esperienze e convinzioni personali, sempre considerando le indicazioni più opportune per ciascuna paziente.

Al termine dell’operazione il chirurgo sutura le incisioni con dei punti interni apposti a strati, che si riassorbono da soli. Infine, dopo la medicazione delle ferite, fa indossare il reggiseno e applica delle fasciature compressive.

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Ginecomastia Roma

  • ginecomastia roma

Ginecomastia Roma

Ginecomastia Roma – La ginecomastia è un comune disturbo del sistema endocrino in cui vi è un aumento delle dimensioni del tessuto mammario maschile. Gli adolescenti hanno qualche sviluppo del seno durante la pubertà. I neonati maschi e gli adolescenti sperimentano spesso una ginecomastia temporanea, rispettivamente a causa della influenza degli ormoni materni e cambiamenti ormonali durante la pubertà. Lo sviluppo della ginecomastia è di solito associata con cambiamenti puberali benigni; nei ragazzi adolescenti, la condizione è spesso fonte di disagio psicologico. Tuttavia, il 75% dei casi di ginecomastia puberale si possono risolvere entro due anni dalla comparsa senza trattamento. Disturbi del sistema endocrino che portano ad un aumento del rapporto di estrogeni / androgeni sono ritenuti responsabili per lo sviluppo di ginecomastia . Ciò può verificarsi anche se i livelli di estrogeni e androgeni sono entrambi appropriati, ma il rapporto è alterato. La malattia è di solito diagnosticata da un medico dopo una storia dettagliata e dopo un esame fisico.

L’INTERVENTO

L’intervento chirurgico è di breve durata, ed è svolto in anestesia locale. Il chirurgo pratica una piccola incisione sottile, grazie all’utilizzo di laser ed asporta il disco della ghiandola mammaria insieme al tessuto adiposo in eccesso. L’intervento si svolge in “day hospital”. La correzione della ginecomastia falsa avviene con una procedura molto simile ad una mini liposuzione. Il chirurgo pratica una breve incisione a lato della mammella, in un punto poco visibile. Una volta effettuata l’incisione, aspira l’adipe in eccesso con una cannula. Portata a conclusione la fase di aspirazione, si applica un punto di sutura ed un bendaggio compressivo che permette di non avere un edema importante. Leggermente diversa è la procedura chirurgica per la correzione della ginecomastia vera.

Questo intervento avviene eliminando gli eccessi ghiandolari. Il chirurgo esegue un’incisione lungo il perimetro areolare. Questa procedura permette di ottenere una cicatrice impercettibile. Una volta asportata la ghiandola, l’intervento termina con la sutura estetica e il bendaggio.

Entrambe le procedure hanno una durata di circa 30 minuti e sono risolutive.

DECORSO POST-OPERATORIO

Nella ginecomastia vera, la cicatrice segue perfettamente ed in maniera lineare il bordo dell’areola. Poiché la sua posizione segue in maniera anatomica l’areola, la cicatrice risulterà poco visibile sin da subito.

Nella ginecomastia falsa, la cicatrice è lunga solo qualche millimetro. Anche in questo tipo di intervento, la cicatrice risulterà essere poco visibile sin dai primi giorni post-operatori

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Rinoplastica: Intervista al Dottor Delfino

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La rinoplastica è un intervento molto frequente oggi. Uno dei massimi esperti di chirurgia plastica in Italia è il Dottor Delfino. Per questo motivo, anche oggi ci troviamo in compagnia del Dottor Delfino e di Manuela, che chiederà al dottore dei chiarimenti in merito ad alcune situazioni che si trova ad affrontare in seguito ad un intervento di rinoplastica. Prego Manuela, può fare le domande al nostro dottore.

Manuela: “Salve Dottore, ho effettuato una rinoplastica a fine maggio 2016 e laser ai turbinati a fine gennaio. E’ normale che ad oggi ho ancora il naso gonfio e non respiro? Grazie”.

Dottor Delfino:Gentile Manuela, per la respirazione direi che può essere normale, sono passati appena due mesi, inoltre non è detto che il problema funzionale fosse legato solo ai turbinati ipertrofici. Magari per questo provi a sentire l’otorino che l’ha valutata. Per il discorso estetico va verificato l’eventuale gonfiore residuo. Nel caso i tessuti fossero perfettamente morbidi ed elastici; ed il dorso e la punta fossero ancora troppo grandi per i suoi gusti, sarà necessario un ritocco”.

Manuela: “Grazie dottore! potrei sapere a cosa può essere dovuto?

Dottor Delfino:Naturalmente per capire meglio, dovrei visitarla. Posso comunque dirle, e tranquillizzarla spero, che se i tessuti sono perfettamente sgonfi e le dimensioni delle varie parti del naso ancora troppo grandi, il gonfiore credo sia dovuto ad una ipo-correzione chirurgica”.

M: “Grazie dottore! Prenoterò la visita presso il suo studio a Roma il prima possibile”.

 

Il Dottor Delfino è stato a nostra completa disposizione per questo breve ma importante chiarimento con la nostra amica Manuela. Il dottore vi ricordiamo, che esercita la sua attività a Roma, Napoli ed Ischia. E’ uno dei migliori chirurghi estetici del panorama italiano e si prende cura dei suoi pazienti a 360 gradi. Per qualunque chiarimento scrivete tramite il form del sito.

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La Blefaroplastica

  • la blefaroplastica

La BLEFAROPLASTICA

La Blefaroplastica è un intervento chirurgico delle palpebre che ha come obiettivo finale la correzione degli inestetismi presenti in questa parte molto delicata, quanto importante dal punto di vista estetico. Un altro beneficio che regala questo intervento è il ripristino della funzionalità compromessa. Le palpebre, infatti, si possono compromettere per vari motivi: problemi ereditari, invecchiamento, traumi o malattie. In questo articolo andremmo a vedere come viene effettuato l’intervento e in cosa consiste la visita di check up e il decorso post operatorio.

 

VISITA PRE-OPERATORIA

Un’accurata visita specialistica è obbligatoria per valutare le condizioni fisiche della paziente, l’effettiva entità dell’inestetismo che si vuole curare e la tecnica d’intervento da adottare.

L’INTERVENTO

Blefaroplastica superiore:

La cicatrice derivante dall’incisione si nasconderà tra la piega della palpebra.

In questo intervento è incisa la piega della palpebra superiore. In seguito all’incisione, il chirurgo asporterà la pelle e le borse di grasso in eccesso.

Blefaroplastica inferiore:

Discorso diverso, invece, per la palpebra inferiore: si effettua un’incisione dall’interno e vengono eliminati gli accumuli di grasso senza che la pelle venga asportata. Questo permette di scongiurare la cicatrice esterna. Se si devono eliminare pelle e grasso in eccesso, la cicatrice  comparirà sotto le ciglia inferiori.

DECORSO POST-OPERATORIO

I dolori conseguenti dalla blefaroplastica variano da paziente a paziente, ma in ogni caso possono presentarsi in forma minima e possono presentarsi sotto forma di: gonfiore, arrossamento o lacrimazione. Il tutto si presenterà solo per pochi giorni e in forma lieve. E’ cosnigliato l’utilizzo di occhiali da sole per fronteggiare questi piccoli dolori post-operatori.

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Addominoplastica

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ADDOMINOPLASTICA

L’Addominoplastica è un intervento finalizzato alla rimozione della cute e del tessuto adiposo in eccesso che si localizzano nella parte centrale e bassa dell’addome. Può essere eseguita sia su donne che su uomini, ma le tecniche d’intervento sono leggermente differenti. La donna che si sottopone ad un’operazione di Addominoplastica lo fa in genere per motivi legati al post-gravidanza, o a un eccessivo dimagramento. Mentre nell’uomo si tratta quasi sempre di un eccesso adiposo localizzato. L’Addominoplastica ha anche lo scopo di restituire tonicità alla parete muscolo-fasciale dell’addome: tuttavia non è un intervento che sostituisce una dieta ipocalorica dimagrante né l’esercizio muscolare.

L’INTERVENTO

L’intervento dura in media 2-3 ore e viene eseguito generalmente in anestesia generale, sebbene talvolta sia possibile anche eseguire l’anestesia peridurale associata a una profonda sedazione endovenosa.

DECORSO POST-OPERATORIO

La degenza è in genere di 24 ore e, in base alle caratteristiche della paziente, le attività fisiche e sportive potranno essere riprese gradualmente dopo 3-4 settimane. La parte operata verrà protetta subito dopo l’intervento con una fasciatura compressiva, mentre dopo alcuni giorni avverrà la rimozione dei drenaggi e la sostituzione della prima fasciatura con una più morbida. È vietato fumare per il primo mese e la guida potrà essere ripresa dopo circa 2 settimane.

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Il Botulino

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IL BOTULINO

Il Botulino è una proteina naturale purificata che provoca rilassamento nei muscoli mimici, permettendo così l’attenuazione di rughe e segni d’espressione. Questo trattamento viene eseguito ambulatorialmente e produce ottimi risultati estetici senza effetti collaterali. I risultati migliori si ottengono a livello delle rughe orizzontali della fronte, di quelle verticali tra le sopracciglia e di quelle dette a “zampa di gallina” intorno agli occhi. Il Botox è un prodotto affidabile e sicuro, ben conosciuto in campo medico, dove da tempo viene usato in oculistica. Non è richiesta alcuna preparazione specifica prima del trattamento, se non quella di struccarsi prima delle infiltrazioni.

COME PREPARARSI?

E’ consigliabile astenersi, nei giorni precedenti al trattamento, dall’assunzione di anticoagulanti e antinfiammatori. Inoltre, non è raccomandato alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. Il trattamento dura in media 15-20 minuti e si effettua ambulatorialmente, senza anestesia.

IL TRATTAMENTO

L’intervento consiste nell’iniettare, con una piccola siringa, alcune gocce del prodotto all’interno dei muscoli mimici, di quelli in particolare da cui si originano le rughe d’espressione che si desiderano eliminare. Subito dopo il trattamento, la paziente può truccarsi e prendere il sole. Le rughe scompaiono dopo 4 o 5 giorni dopo l’iniezione. Rara, ma non impossibile, la formazione di qualche piccolo livido, dovuto alla rottura di un piccolo capillare durante l’iniezione, destinato a scomparire nel giro di qualche giorno.

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MIOPLASTICA

  • mioplastica

MIOPLASTICA

La mioplastica dei polpacci serve a rimodellare la muscolatura delle gambe nei soggetti che abbiano un polpaccio poco definito o un leggero varismo delle gambe. Possono fare questo intervento tutti i pazienti in buona salute che desiderano migliorare il profilo degli arti inferiori. L’operazione è breve e indolore e al termine della procedura la gamba risulterà della forma e del volume desiderati con un profilo elegante e naturale.

L’intervento di aumento dei polpacci con protesi è indicato principalmente in due situazioni: nei pazienti che per motivi congeniti o post-traumatici abbiano un polpaccio poco sviluppato e quindi una gamba troppo sottile rispetto alla coscia e al ginocchio e in quei soggetti, in genere di sesso femminile, ma non sempre, che abbiano un certo grado di varismo delle gambe (le cosiddette gambe da cavallerizzo o a tarallo).

Chi desidera sottoporsi a questo intervento deve godere di buona salute e sottoporsi ad alcuni esami pre-operatori di routine per escludere eventuali controindicazioni.
L’operazione dura circa un’ora e in genere viene eseguita in anestesia locale.
In questo modo i pazienti possono essere dimessi dopo un breve periodo di osservazione e tornare a casa.

protesi di polpaccio
Protesi di polpaccio

Per eseguire l’intervento il chirurgo effettua un’incisione di qualche centimetro nella regione posteriore del ginocchio. Attraverso questo accesso provvede ad allestire una tasca sotto le fasce che avvolgono i muscoli della gamba e vi posiziona una protesi di silicone della forma e del volume più adatti, opportunamente scelta in base alle misure dell’altezza e del diametro degli arti inferiori del paziente. In alcuni casi è possibile anche associare all’introduzione dell’impianto un rimodellamento del tessuto adiposo mediante liposcultura o lipofilling.
Al termine dell’operazione il chirurgo sutura le incisioni con dei punti interni autoriassorbenti e medica le ferite con una crema antibiotica. Per ridurre il rischio di sanguinamento e le ecchimosi il paziente indosserà delle calze elastiche a compressione graduata per qualche settimana.

Nei successivi 15 giorni è necessario eseguire almeno un paio di medicazioni, altri controlli mensili sono poi previsti fino al compimento di un anno.

Il recupero è abbastanza rapido, in genere nel giro di 7-10 giorni la maggior parte di pazienti riprende le normali attività quotidiane, lavoro compreso. Per le attività sportive o quelle che richiedono sforzi fisici particolari è opportuno attendere circa un mese.

Le cicatrici che residuano sono sottili e ben nascoste e dopo un congruo numero di mesi diventano praticamente invisibili. Il gonfiore e i lividi postoperatori sono molto modesti e tendono a risolversi completamente nel giro di una o due settimane. Per accelerare la guarigione il paziente deve assolutamente evitare di fumare, alimentarsi regolarmente, indossare sempre le calze compressive e seguire alla lettera tutti i consigli del chirurgo.

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Non possono eseguire questo intervento i minorenni, le donne in stato di gravidanza, i pazienti affetti da patologie neuromuscolari progressive e quelli affetti da gravi turbe psichiche o disturbi di personalità.

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La mioplastica dei polpacci è un intervento rapido e sicuro che consente ai pazienti che presentino una corretta indicazione di raggiungere un rimodellamento della gamba incredibilmente naturale e soprattutto definitivo.
Un risultato dimostrato dalle decine di pazienti che si sono già sottoposti a questo trattamento e che grazie ad esso si sentono finalmente sicuri di sé ed hanno cambiato vita.

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OTOPLASTICA

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OTOPLASTICA

L’otoplastica è un intervento che serve a correggere la forma e la posizione delle orecchie nei soggetti che, per motivi costituzionali o a causa di fattori ambientali, abbiano un’alterazione del normale aspetto del padiglione auricolare. È un intervento che in mani esperte dà risultati efficaci e permanenti e non lascia cicatrici visibili.

Tutti i pazienti che ritengano le loro orecchie non soddisfacenti dal punto di vista estetico possono essere sottoposti all’intervento di otoplastica. Esistono infatti varie tecniche per correggere praticamente qualunque tipo e grado di anomalia presente. Le più frequenti sono ovviamente quelle che fanno sporgere troppo le orecchie rispetto al capo e quindi le rendono più evidenti.

Ma ci sono anche molti altri difetti che possono essere trattati, ad esempio un padiglione troppo grande, lobi auricolari ipertrofici o fissurati, orecchio a punta, a cornetta di telefono e cosi via. Esiste inoltre anche la possibilità, in casi più rari, di ricostruire completamente il padiglione auricolare prelevando del tessuto dalla cartilagine della gabbia toracica.

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Incisione e scollamento

In genere questo tipo di intervento è richiesto da pazienti in giovane età, ma non è inconsueto trovare casi di persone che si sottopongono all’otoplastica anche dopo i 40 anni e magari realizzano un sogno che desideravano da anni.

Per i soggetti minorenni è opportuno per i genitori acconsentire all’esecuzione dell’intervento solo nel caso in cui la presenza della deformità costituisca un motivo di complesso e di emarginazione sociale e/o scolastica.

Per l’idoneità all’intervento è richiesto un buono stato di salute generale e l’assenza di alterazioni significative degli esami pre-operatori che si eseguono di routine in questi casi.

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Rimodellamento

L’otoplastica può essere eseguita in anestesia locale, tuttavia per i soggetti più piccoli, che potrebbero essere scarsamente collaboranti, è prevista una leggera sedazione eseguita da un medico anestesista. Dura circa 90 minuti e prevede la dimissione a domicilio in giornata.

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Sutura e ferita

Nel corso dell’intervento il chirurgo provvede ad effettuare un’incisione nel solco retro-auricolare, poi attraverso degli scollamenti isola il tessuto cartilagineo e lo rimodella per correggere le deformità presenti. Rimuove i tessuti in eccesso e poi sutura la ferita con dei punti riassorbibili. Infine medica le orecchie con un’abbondante fasciatura della testa a forma di casco.

La guarigione si completa in circa una settimana, durante la quale il paziente dovrà sempre portare una fasciatura protettiva. Poi nella seconda settimana potrà indossare solo la notte una fascia elastica sportiva che copra adeguatamente la zona operata. In genere i lividi e il gonfiore legati all’intervento sono visibili per una decina di giorni, ma la ferita sarà sempre nascosta dietro l’orecchio. Per ottimizzare i tempi di guarigione è importante che il paziente segua una dieta varia ed equilibrata e sospenda il fumo di sigaretta. Le attività sportive potranno essere riprese gradualmente dopo circa tre settimane.

Le complicazioni che possono presentarsi dopo questo intervento sono molto rare e comunque risolvibili mediante ulteriori trattamenti medici o chirurgici. Le più frequenti sono il sanguinamento e l’infezione.

Non possono sottoporsi a questa operazione le donne in gravidanza, i malati di patologie croniche che colpiscano il sangue o il tessuto connettivo e le persone che soffrano di gravi disturbi psichici.

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L’otoplastica è un intervento, che se eseguito a regola d’arte, dà dei risultati particolarmente brillanti perché la cicatrice che resta è talmente sottile e nascosta da essere praticamente invisibile e l’effetto estetico correttivo è molto naturale e permanente. Anche se negli ultimi anni sono venute alla ribalta alcune nuove tecniche che promettono ottimi risultati grazie all’utilizzo di nuove tecnologie tipo il Laser o grazie a metodiche mini-invasive, la tecnica di otoplastica tradizionale, con l’indebolimento e il rimodellamento diretto della cartilagine del padiglione auricolare, resta ancora oggi una metodica insuperata in quanto a sicurezza ed efficacia.

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Mastoplastica Additiva

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La Mastoplastica Additiva

Mastoplastica Additiva –  Il seno è la parte più importante del corpo di una donna: è il simbolo di tutti quei valori che denotano e connotano la sua femminilità, perché rappresenta la fertilità, la maternità, tutte qualificazioni a cui la donna è sempre stata associata. Molte donne non sono soddisfatte del proprio seno: chi ha le mammelle sproporzionatamente piccole, o che hanno perso di consistenza, o risultano pendule a causa di numerosi allattamenti, o che sono asimmetriche o infine che hanno o un volume troppo piccolo, possono sottoporsi a un intervento di mastoplastica. La Mastoplastica additiva ha lo scopo di aumentare il volume del seno grazie all’inserimento di protesi mammarie di ultima generazione, che contribuiscono a rimodellare chirurgicamente la regione mammaria migliorandone l’aspetto. Grazie ai progressi che questo intervento ha subito, oggi l’operazione di Mastoplastica additiva lascia cicatrici piccole e invisibili, non prevede più l’inserimento dei drenaggi e grazie all’utilizzo di fili riassorbibili, evita la fastidiosa rimozione dei punti di sutura. La Mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti, pertanto è necessario essere correttamente informate sulle modalità e sulle procedure da seguire prima di sottoporsi all’operazione. Un’accurata visita specialistica è obbligatoria per valutare le condizioni fisiche della paziente, l’effettiva entità dell’inestetismo che si vuole curare e la tecnica d’intervento da adottare. L’operazione vera e propria avviene attraverso una piccola incisione di circa 5 cm nel solco sottomammario, oppure nel cavo ascellare o nel contorno inferiore dell’areola, allo scopo di creare la via d’accesso per introdurre l’impianto protesico in una tasca preparata appositamente al di sotto della ghiandola o del muscolo pettorale. L’operazione ha una durata compresa tra i 90 e i 120 minuti e oggi viene eseguita quasi sempre in anestesia locale associata a sedazione, in regime di day surgery, ovvero la paziente può rientrare a casa propria già qualche ora dopo l’intervento. Attualmente, grazie all’utilizzo di suture riassorbibili sottocutanee, non è necessario procedere alla rimozione dei punti di sutura. Solo raramente, quando questo è necessario, si provvede a farlo dopo circa 7-10 giorni. Il decorso post-operatorio vero e proprio, invece, prevede un’assenza di attività fisiche nella prima settimana dopo l’intervento e l’utilizzo di un reggiseno contenitivo per circa un mese. Si potrà inoltre tornare a praticare attività sportive dopo circa 1 mese.

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Mastoplastica Correttiva

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Funzioni della Mastoplastica correttiva

La mastoplastica correttiva è un intervento chirurgico utilizzato per risolvere anomalie e malformazioni del seno. È costituito da un insieme di tecniche specifiche per ogni caso da trattare che associano e combinano procedure già ampiamente impiegate in mastoplastica additiva, riduttiva e mastopessi.

L’intervento è utile per correggere errori o effetti collaterali derivanti da precedenti operazioni al seno, come sostituzioni o riposizionamento di protesi, lifting mal riusciti o problematiche cicatriziali.

Applicazioni della Mastoplastica Correttiva

La mastoplastica correttiva è utile in caso di:

Malformazioni congenite

  • Mammella Tuberosa: è un’anomalia che comporta lo sviluppo incompleto della ghiandola mammaria, la quale cresce in avanti, subito dietro al complesso del capezzolo, ma non lateralmente. Il seno appare quindi di forma tubolare, stretto alla base e più ampio in punta, andando così a pesare eccessivamente sulla cute e risultando in una ptosi della mammella (o di entrambe).
  • Anisomastia: differenza di volume tra le mammelle che comporta un’asimmetria del seno. Può essere lieve, e non costituire un problema, ma in alcuni casi è piuttosto marcata ed evidente.
  • Capezzoli introflessi: si tratta di un difetto dei dotti galattofori che tirano il capezzolo verso l’interno. Può essere congenito oppure causato da patologie o interventi mal riusciti. Può inoltre riguardare un solo capezzolo o entrambi. Nei casi più lievi il capezzolo può protrarsi se stimolato manualmente o per effetto del freddo, mentre in quelli più gravi il capezzolo non risponde ad alcuno stimolo.
  • Contrattura Capsulare: in seguito all’inserimento di una protesi mammaria, l’organismo può creare una capsula di tessuto cicatriziale intorno alla protesi stessa che si ispessisce e indurisce fino a modificare l’aspetto del seno. La contrattura può deformare il seno e creare un’asimmetria e, nei casi più gravi, può causare dolore intenso.
  • Doppio Profilo: consiste in un profilo del seno irregolare causato dal posizionamento scorretto di una protesi. Essa infatti va a creare un nuovo solco sottomammario sopra a quello naturale causando una deformazione del seno.
  • Asimettria Mammaria: può essere la conseguenza diretta di interventi estetici o ricostruttivi, ma può anche derivare da alterazioni della gabbia toracica o posture scorrette. In quest’ultimo caso è solo il posizionamento sul torace ad essere diverso, mentre il volume e la forma sono uguali.

Altre applicazioni riguardano: revisione di cicatrici, sostituzione di protesi o risollevamento del seno in seguito ad un intervento di mastopessi andato male.

Fonte dell’articolo: http://www.beautyportale.com/trattamenti/mastoplastica-correttiva/

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